Sono allergico o intollerante?

 

Anni fa, prima di iniziare a studiare Naturopatia, mi capitava spesso sentir parlare di “test alternativi”, proposti anche in farmacia, per la diagnosi di intolleranze alimentari; un sacco di persone, mi raccontavano di aver scoperto di essere intolleranti ad una lista lunghissima di alimenti (tra l’altro quasi sempre quelli che consumavano abitualmente) che avrebbero dovuto evitare…

ed io mi sono sempre chiesta:

Che differenza c’è tra intolleranza e allergia?

Beh ora ovviamente posso rispondere a questa domanda:

L’allergiaè provocata da una risposta anomala dell’organismo verso sostanze (chiamate allergeni) identificate come estranee o addirittura pericolose, in un soggetto non allergico,  le stesse sono invece ritenute innocue. Le cellule, dopo il contatto con l’allergene, reagiscono catturandolo e dando l’allarme alle altre cellule, portano il ”nemico” dai linfonodi che, per sconfiggerlo, producono anticorpi specifici chiamati LgE.

Nelle intolleranzeinvece, il sistema immunitario non viene coinvolto, ma sono provocate spesso dalla mancanza o carenza di enzimi oppure da disfunzioni dell’apparato digerente che, diventa incapace di metabolizzare in parte o del tutto, sostanze contenute in alcuni cibi.

Le due cose sono molto differenti fra loro, eppure tantissime volte vengono confuse anche per dei sintomi che, sembrano essere molto molto simili!

Vediamo insieme 3 indizi che possono farci capire se siamo intolleranti o allergici:

  1. Seguendo la descrizione fatta prima sulle allergie e quello che succede a livello immunitario, dopo il rilascio di specifici anticorpi da parte dei linfonodi, si libera nell’organismo una sostanza chiamata istamina, che provoca le classiche reazioni allergiche come prurito, difficoltà respiratorie, gonfiore e arrossamento degli occhi e mucose, ecc. questo succede nella maggior parte dei casi, subito dopo l’ingestione di un alimento o subito dopo il contatto con la sostanza ”sospetta”.
  2. Coinvolgendo il sistema immunitario, le allergie non ancora diagnosticate possono portare sintomi simili a quelli influenzali come stanchezza, asma o difficoltà respiratorie e stati febbrili.
  3. Gonfiore, ritenzione di liquidi, diarrea cronica, dolori addominali e nausea, possono sicuramente essere riconosciuti come sintomi di un’intolleranza alimentaresolo se non sono violenti, esagerati o improvvisi come nel caso delle reazioni allergiche. Al contrario delle allergie, un’intolleranza si può’ manifestare anche dopo giorni dall’assunzione di un alimento, e moltissime volte, la quantità influisce sulla reazione (es. se sono allergico alle noci, basta che io ne mangi una, per avere immediatamente una reazione; se sono intollerante devo mangiarne una certa quantità o associare le noci ad altri alimenti poco sopportati dal mio apparato digerente, e vedrò una reazione probabilmente dopo ore o giorni).

Se avete dei sintomi simili a quelli che ho descritto e sospettate di avere un’allergia o un’intolleranza, il mio consiglio, è di rivolgervi al vostro medico di base, che vi prescriverà dei test da fare, sui quali uno specialista o un allergologo potranno formulare una diagnosi corretta.

Quali sono i test più attendibili per la diagnosi delle allergie?

Prima di rispondere a questa domanda è importante sottolineare che, tutti i test per individuare le allergie o intolleranze, hanno sempre un attendibilità limitata, a causa della varietà di allergeni alimentari  o ambientali esistenti, e a causa delle reazioni del nostro organismo più o meno immediate. Per evitare grosse perdite di tempo e di denaro, per arrivare ad una corretta diagnosi, se avete il sospetto di un’allergia o di un’intolleranza, rivolgetevi ad un professionista esperto, vi aiuterà a fare il giusto percorso per non farvi “incappare” in tantissimi sistemi di autodiagnosi non certificati e privi di ogni validità scientifica. Secondo il ministero italiano della salute, al momento i test con i risultati più attendibili sono:

  • Prick test. Il più utilizzato nei laboratori analisi europei perché ritenuto sicuro, rapido ed economico. Si svolge pungendo la cute dell’avambraccio, per mettere in contatto l’allergene (estratti commerciali o nel caso del prick by prick, una dose dell’alimento fresco) con le cellule sottocutanee chiamate mastociti epidermici. Se in corrispondenza dell’applicazione si verifica un’eruzione cutanea, è altamente probabile che il soggetto sia sensibile alla sostanza in questione. Prima di dare una diagnosi,  di solito si analizzano l’entità dei pomfi comparsi sulla pelle e i tempi di comparsa.
  • ATP (Atophy Patch Test). Viene utilizzato soprattutto in età pediatrica perchè indaga sull’ipersensibilità di tipo ritardato, causata dal contatto con l’allergene, e nei bimbi è molto più frequente questo tipo di reazione. Si svolge applicando dei cerotti sul dorso del paziente, contenenti dei dischetti impregnati delle sostanze allergiche. Si rimuovono i cerotti dopo 48 ore e si valuta oltre alla reazione di quel momento, anche le possibili successive in 48 o 72 ore.
  • LgE Specifiche/RAST (Radioallergosorbent test). Utilizzato nei pazienti molto allergici con gravi e frequenti reazioni anafilattiche per ridurre il rischio dei test cutanei. Tramite un esame del sangue, si misurano in laboratorio i livelli di LgE (anticorpi) mettendoli in contatto con estratti allergenici.
  • Test di Provocazione Orale (TPO)/Bronchiale.Al momento è in assoluto il test che offre maggiori garanzie diagnostiche tra tutti i tipi di test allergici. Resta però, quello meno utilizzato in Italia, a causa dei rischi ai quali espone i pazienti e per i costi elevati. Viene svolto sotto controllo medico in day hospital, si somministrano piccolissime dosi della sostanza o alimento sospetto per via orale o per inalazione, si aumentano in modo graduale le quantità (ogni 20 minuti circa) fino a raggiungere la dose stabilita. Mantenendo il soggetto sotto osservazione per alcune ore, si registrano tutte le eventuali reazioni.

ATTENZIONE: QUESTI TEST NON VANNO FATTI QUANDO STATE ASSUMENDO MEDICINALI CHE POSSONO ALTERARNE I RISULTATI O QUANDO AVETE ORTICARIA O ALTRE REAZIONI IN CORSO, VANNO SVOLTI CON PARTICOLARE ATTENZIONE SE AVETE AVUTO EPISODI DI REAZIONI VIOLENTE A CONTATTO CON ALLERGENI PER IL RISCHIO DI SHOCK ANAFILATTICO! ANCHE PER QUESTO MOTIVO SCONSIGLIO DI RICORRERE A TEST ACQUISTABILI ON LINE E CONDOTTI AUTONOMAMENTE!

In questo articolo ho voluto riassumere più possibile l’argomento ma, tengo a precisare che stiamo parlando di un tema vasto e del quale si discute molto in medicina, soprattutto negli ultimi 20 anni, a causa dell’incremento del numero di persone allergiche o intolleranti (per citarne qualcuna ”famosa” faccio riferimento all’intolleranza al lattosio, al glutine o le allergie ai pollini). Le cause che possono scatenare una reazione immunitaria del nostro corpo come nel caso delle allergie, o infiammatoria nel caso delle intolleranze alimentari sono varie, secondo molte ricerche e studi scientifici effettuati negli ultimi decenni, tante possono essere scatenate da stress o motivi psicosomatici.

Un bravo Naturopata, ha il compito di indirizzarvi, verso l’iter più veloce e meno dispendioso possibile, per individuare la causae le sostanze che provocano la supposta allergia o intolleranza, facendo un anamnesi più completa possibile della situazione, e raccogliendo informazioni, con il vostro aiuto, su quello che vi succede durante la vita quotidiana. L’alimentazione controllata è fondamentale per iniziare un percorso sia di supporto alle eventuali cure mediche che di diagnosi nel caso di un’intolleranza o di un’allergia alimentare. 

Scarica qui la guida agli Allergeni alimentari.

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